Kým si pod mojou strechou- výstava Jakuba Kotlára

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Kým si pod mojou strechou- výstava Jakuba Kotlára

Mentre sei sotto il mio tetto - mostra di Jakub Kotlar

Evento di: Jakub Kotlár, Kristina Majvitor

Posizione: Street Food & Cafe Possonium, Kyčerského 2965/7a, Bratislava - Staré Mesto

Mostre

Informazioni sull'evento

“Finché sarai sotto il mio tetto” è una frase che molti di noi si portano dietro fin da piccoli. Promette protezione, ma allo stesso tempo stabilisce le regole, e a volte proviamo ancora ansia, e alcuni addirittura disperano.

Nei dipinti di Jakub, diventa uno sfondo tranquillo, a volte non identificabile, della vita quotidiana: bagno, cortile, stanza dei bambini, camera da letto o oggetti a portata di mano. I personaggi fanno cose apparentemente ordinarie, ma si trovano sempre di fronte alla piccola scelta di accettare una regola, rallentare o andare completamente fuori strada. Il morbido nido della casa non è solo un riempitivo interno. Svolge il ruolo di un luogo in cui apprendiamo confini e sottigliezze.

Jakub Kotlár (1996) si basa sulla scena dei graffiti di Bratislava degli anni 2000 e sullo studio del design grafico e spaziale. Negli ultimi anni sviluppa una serie di dipinti che a volte vengono creati secondo un processo ponderato, a volte intuitivo. Schizzo veloce in giallo, finitura in marrone, correzioni in rosso, leggera verniciatura di fondo e stratificazione acrilica. Lo spray lascia una traccia leggibile e affina il contorno con un angolo.

L'autore sceglie i materiali in base alle necessità: a volte prende in prestito la tela dal lavoro, altre volte trova il cartone da un grande magazzino. I colori delle opere si basano sui contrasti. L'importante è ciò che rimane nella mente dello spettatore, non la ricerca di grandi domande. Motivi civili e decisioni "qui e ora" portano in sé una tensione sufficiente.

La mostra di Jakub risponde all'esperienza della casa come luogo dove la cura può trasformarsi in controllo e le regole sono inscritte nel corpo. Il dipinto dominante di una bambina che salta la corda si rompe a un esame più attento perché la corda per saltare è di filo spinato. Il gioco si trasforma in una prova dei limiti. Non è però un gesto di disperazione, ma un'immagine di concentrazione, coraggio e una fragile ricerca del proprio ritmo in uno spazio dettato da aspettative inespresse. Nel dipinto "La mamma mi ha messo una chiave al collo", una delle figure centrali guida le altre con gli occhi coperti, mentre l'ultima guarda ancora dietro il fiore. Basta un piccolo spostamento di contrasto per indicare la possibilità di scelta individuale.
L'autore omette deliberatamente grandi temi sociali. È interessato al quotidiano che ci plasma. A partire dagli album di famiglia, così come da quelli di altri, con cui entra in contatto sul lavoro, compone una mappa dove sostegno, abitudine e dubbio si intrecciano.
I suoi personaggi non dichiarano messaggi chiari, piuttosto accettano le cose così come sono, e allo stesso tempo cercano di vedere se si può fare un passo diverso. In questo, il lavoro di Kotlár è accessibile e diretto, il che lo rende efficace.
I suoi dipinti seguono naturalmente le linee che lavorano con la casa come portatrice di tensione e vulnerabilità. Jakub non illustra queste connessioni, ma si attiene al linguaggio civile della pittura contemporanea – un gesto che avviene in un attimo e porta con sé colore, superficie e ombra.
Le opere esposte sono quindi collegate dall'idea sottile ma precisa che anche sotto il tetto di qualcuno si può trovare la propria strada. A volte siamo forti, a volte siamo fragili. Entrambi gli stati hanno valore ed entrambi hanno bisogno di spazio.

Fonte originale dell'evento

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