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Nezabúdame, neodpúšťame - spomienka na Matúša a Juraja
Non dimentichiamo, non perdoniamo: il ricordo di Matteo e Juraj
Evento di: Light FiF UK
Posizione: Gondova 70/2, Gondova 2, Bratislava - Staré Mesto
Discussions and lectures
Informazioni sull'evento
🕯️ La memoria di Juraj e Matúš - Facoltà di Lettere, Università Carolina, lunedì 13 ottobre alle 17:30 🕯️
Da tre anni commemoriamo Juraj e Matúš, due giovani queer le cui vite hanno preso l'odio. Da tre anni diciamo la stessa cosa: l’odio è uccidere, quell’uccidere silenziosamente, che senza il coraggio di nominare il male non può esserci società giusta.
Continuiamo a ripetere la stessa cosa. Che il mondo si sta muovendo verso l’autoritarismo, che il fascismo si sta diffondendo nella vita di tutti i giorni, nei discorsi politici, nei media, nello spazio pubblico. Eppure osserviamo come coloro che dovrebbero essere responsabili si allontanano – ancora e ancora – in nome del profitto, della stabilità e del potere. Le persone che conservano il proprio capitale con il raffreddore, ovviamente, sacrificano la dignità umana e la sicurezza di coloro che hanno meno potere. Si parla di libertà, ma i suoi confini si restringono in nome dell'"ordine", dei "valori tradizionali" e dell'"identità nazionale". Si parla di sicurezza, ma Kvir deve ancora affrontare attacchi, scherni, diffamazioni, leggi che li riportano al silenzio. Tutti coloro che vogliono parlare, cantare, leggere la poesia o semplicemente essere presenti) sono i benvenuti. Si tratta della giusta rabbia di chi rifiuta di accettare che l'odio sia diventato parte della normalità. Si tratta del rifiuto del cinismo, della difesa della dignità che non appartiene solo ad alcuni. Riguarda il fatto che la solidarietà è politica perché è contraria al mondo costruito sulla paura e sulla gerarchia. Ricordiamo, accendiamo le candele, condividiamo il silenzio, ma anche la giusta rabbia.
Da tre anni commemoriamo Juraj e Matúš, due giovani queer le cui vite hanno preso l'odio. Da tre anni diciamo la stessa cosa: l’odio è uccidere, quell’uccidere silenziosamente, che senza il coraggio di nominare il male non può esserci società giusta.
Continuiamo a ripetere la stessa cosa. Che il mondo si sta muovendo verso l’autoritarismo, che il fascismo si sta diffondendo nella vita di tutti i giorni, nei discorsi politici, nei media, nello spazio pubblico. Eppure osserviamo come coloro che dovrebbero essere responsabili si allontanano – ancora e ancora – in nome del profitto, della stabilità e del potere. Le persone che conservano il proprio capitale con il raffreddore, ovviamente, sacrificano la dignità umana e la sicurezza di coloro che hanno meno potere. Si parla di libertà, ma i suoi confini si restringono in nome dell'"ordine", dei "valori tradizionali" e dell'"identità nazionale". Si parla di sicurezza, ma Kvir deve ancora affrontare attacchi, scherni, diffamazioni, leggi che li riportano al silenzio. Tutti coloro che vogliono parlare, cantare, leggere la poesia o semplicemente essere presenti) sono i benvenuti. Si tratta della giusta rabbia di chi rifiuta di accettare che l'odio sia diventato parte della normalità. Si tratta del rifiuto del cinismo, della difesa della dignità che non appartiene solo ad alcuni. Riguarda il fatto che la solidarietà è politica perché è contraria al mondo costruito sulla paura e sulla gerarchia. Ricordiamo, accendiamo le candele, condividiamo il silenzio, ma anche la giusta rabbia.