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SCRAPSCAPE
Scrapscape
Evento di: Magdalena Scheryova, Gasparovic Jan, Matej Gavula
Posizione: Útvar hlavného architekta, Horný Val 24, Žilina
Conferenze e dibattiti, Mostre
Informazioni sull'evento
Ján Gašparovič: Scrapscape
Apertura: 08. 08. 08 2025_18: 00
surup e prestazioni nella mostra: 08. Pasá: ž, piattaforma di architettura e pianificazione urbana, horný 67/24, 010 010 01 Žilina
GUIDAVE (CAGZA (CAGZA (CAGZA (CAGá (urban Valešová), pane e giochi (Segečová e Jančok), Lucia Gašparovičová, Matej Gavula, Daniel Kordík, Magda, Magda, Magda, Magda, Schery
Curazione: Pavol Labuda, Katarína Labudová
è un paese post -apocalittico in cui la sopravvivenza si trasforma in lotta sensoriale. Non è una visione del futuro, ma una sezione della realtà "allora" - dopo il crollo dei sistemi, dopo l'esaurimento ecologico e mentale. Invece di risposte, Scrapscape offre un'esperienza: un paese senza consolazione, senza speranza, senza l'illusione del ritorno. È un luogo in cui la ruggine ha sostituito la crescita e le materie plastiche hanno sostituito le piante. I suoni innescano traumi, gli odori assomigliano al declino, i tocchi sono sospetti. Il visitatore non è solo uno spettatore, diventa parte della coreografia della sopravvivenza in cui non c'è fuga. Gli insetti controllano sia il suono che lo spazio come simbolo di adattabilità. Le cause protettive vuote assomigliano all'assenza e alla colpa umana. La telecamera oscura della nostra coscienza registra detriti ed esamina i propri confini. Cosa rimane quando la lingua, la natura e la tecnologia falliscono? La mostra non offre soluzioni, solo una possibile versione del mondo come finisce il mondo: non un COD ma un ronzio persistente. Žilina-Záriečie Center e Nová Sinagoga Žilina, Warord.Tattoo, Žp Eko Qelet A.S.
traduzione: katarína labudová
graphic design: Magda Schery
ha supportato il progetto di fonti pubbliche mediante borsa di studio.
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Titolo: Ján Gašparovič: Scrapscape
Apertura: 8 agosto 2025_6 Hory Val 67/24, 010 01 Žilina
Ospiti: Holo– Collettivo (Cagáňová e Valešová), Games (Segečová & Jančok) Kordík, Magda Schery
CURATORS: Pavol LaBuda, Katarína Labudová di Ján Gašparovič presenta e paesaggio post-apocalittico in cui la sopravvivenza diventa e la battaglia dei sensi. Non è una visione del futuro, ma e frammento della realtà "dopo" - dopo il crollo dei sistemi, dopo stanchezza ecologica e psicologica. Piuttosto che offrire risposte, Scrapscape è un'esperienza: una terra senza conforto, senza speranza, senza l'illusione del ritorno. È un luogo in cui la ruggine ha sostituito la crescita e la plastica ha sostituito le piante. I suoni innescano traumi, odori decadimento di evoca e il tocco si sente sospeso. Il visitatore non è semplicemente e spettatore ma diventa parte di una coreografia di sopravvivenza in cui non c'è fuga. Gli insetti, come simboli di adattabilità, dominano sia il suono che lo spazio. Le cause protettive vuote ricordano sia l'assenza umana che la colpa. La fotocamera oscura della nostra conscuova registra i detriti ed esplora i propri confini. Cosa rimane quando la lingua, la natura e la tecnologia falliscono? La mostra non offre soluzioni, solo una possibile versione di come finisce il mondo: non con un botto, ma con un ronzio persistente. Kotrha, Jules Laták, Július Matušík, Elias Ressel, United Cultural Center Žilina-Záriečie e Nová Synagogue Žilina, Wailord.Tattoo, Žp Eko Qelet A.S.
traduzione: Katarina Labudová Schery
Riconoscimento: il progetto è stato supportato da finanziamenti pubblici sotto forma di una sovvenzione del Slovak Arts Council.
Apertura: 08. 08. 08 2025_18: 00
surup e prestazioni nella mostra: 08. Pasá: ž, piattaforma di architettura e pianificazione urbana, horný 67/24, 010 010 01 Žilina
GUIDAVE (CAGZA (CAGZA (CAGZA (CAGá (urban Valešová), pane e giochi (Segečová e Jančok), Lucia Gašparovičová, Matej Gavula, Daniel Kordík, Magda, Magda, Magda, Magda, Schery
Curazione: Pavol Labuda, Katarína Labudová
è un paese post -apocalittico in cui la sopravvivenza si trasforma in lotta sensoriale. Non è una visione del futuro, ma una sezione della realtà "allora" - dopo il crollo dei sistemi, dopo l'esaurimento ecologico e mentale. Invece di risposte, Scrapscape offre un'esperienza: un paese senza consolazione, senza speranza, senza l'illusione del ritorno. È un luogo in cui la ruggine ha sostituito la crescita e le materie plastiche hanno sostituito le piante. I suoni innescano traumi, gli odori assomigliano al declino, i tocchi sono sospetti. Il visitatore non è solo uno spettatore, diventa parte della coreografia della sopravvivenza in cui non c'è fuga. Gli insetti controllano sia il suono che lo spazio come simbolo di adattabilità. Le cause protettive vuote assomigliano all'assenza e alla colpa umana. La telecamera oscura della nostra coscienza registra detriti ed esamina i propri confini. Cosa rimane quando la lingua, la natura e la tecnologia falliscono? La mostra non offre soluzioni, solo una possibile versione del mondo come finisce il mondo: non un COD ma un ronzio persistente. Žilina-Záriečie Center e Nová Sinagoga Žilina, Warord.Tattoo, Žp Eko Qelet A.S.
traduzione: katarína labudová
graphic design: Magda Schery
ha supportato il progetto di fonti pubbliche mediante borsa di studio.
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Titolo: Ján Gašparovič: Scrapscape
Apertura: 8 agosto 2025_6 Hory Val 67/24, 010 01 Žilina
Ospiti: Holo– Collettivo (Cagáňová e Valešová), Games (Segečová & Jančok) Kordík, Magda Schery
CURATORS: Pavol LaBuda, Katarína Labudová di Ján Gašparovič presenta e paesaggio post-apocalittico in cui la sopravvivenza diventa e la battaglia dei sensi. Non è una visione del futuro, ma e frammento della realtà "dopo" - dopo il crollo dei sistemi, dopo stanchezza ecologica e psicologica. Piuttosto che offrire risposte, Scrapscape è un'esperienza: una terra senza conforto, senza speranza, senza l'illusione del ritorno. È un luogo in cui la ruggine ha sostituito la crescita e la plastica ha sostituito le piante. I suoni innescano traumi, odori decadimento di evoca e il tocco si sente sospeso. Il visitatore non è semplicemente e spettatore ma diventa parte di una coreografia di sopravvivenza in cui non c'è fuga. Gli insetti, come simboli di adattabilità, dominano sia il suono che lo spazio. Le cause protettive vuote ricordano sia l'assenza umana che la colpa. La fotocamera oscura della nostra conscuova registra i detriti ed esplora i propri confini. Cosa rimane quando la lingua, la natura e la tecnologia falliscono? La mostra non offre soluzioni, solo una possibile versione di come finisce il mondo: non con un botto, ma con un ronzio persistente. Kotrha, Jules Laták, Július Matušík, Elias Ressel, United Cultural Center Žilina-Záriečie e Nová Synagogue Žilina, Wailord.Tattoo, Žp Eko Qelet A.S.
traduzione: Katarina Labudová Schery
Riconoscimento: il progetto è stato supportato da finanziamenti pubblici sotto forma di una sovvenzione del Slovak Arts Council.