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Skresľovanie holokaustu a populistická politika v Strednej Európe
Distorsione dell’Olocausto e politica populista nell’Europa centrale
Evento di: Ústav výskumu sociálnej komunikácie SAV, verejná výskumná inštitúcia
Conferenze e dibattiti
Informazioni sull'evento
Il seminario presenterà i risultati della ricerca internazionale finanziata dall'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) Yehuda Bauer Grant, che è stata coordinata dal Centro per la ricerca sul pregiudizio presso la Facoltà di psicologia dell'Università di Varsavia, in collaborazione con l'Istituto di ricerca sulla comunicazione sociale, SAV, v. v. i. e il Laboratorio per i gruppi sociali e la ricerca sui media presso ELTE Budapest. Il progetto si è concentrato sul modo in cui le persone nella regione comprendono la storia dell'Olocausto e su come queste idee sono collegate agli attuali atteggiamenti sociali e politici.
I risultati di un sondaggio rappresentativo in sei paesi (Slovacchia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Austria, Germania) indicano che le idee distorte sull'Olocausto sono relativamente diffuse nella regione. Molti, ad esempio, credono che il proprio paese abbia sofferto più degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, e allo stesso tempo sovrastimano enormemente la quantità di aiuti forniti agli ebrei dalla maggioranza della popolazione.
Si scopre che queste distorsioni sono strettamente legate ai cosiddetti atteggiamenti populisti, cioè alla convinzione che "il popolo" sia in conflitto con le élite e che la storia debba innanzitutto servire gli interessi nazionali. Quasi la metà degli intervistati ritiene che l'interpretazione della storia dovrebbe sostenere gli interessi attuali del paese, e alcuni di loro concordano addirittura sul fatto che alcuni fatti storici dovrebbero essere nascosti per non danneggiare l'immagine della nazione.
Anche le interviste con insegnanti in Polonia, Ungheria e Slovacchia hanno costituito una parte importante del progetto. Hanno dimostrato che il modo in cui viene insegnato l’Olocausto è largamente influenzato dall’attuale clima sociale e politico. A volte gli insegnanti subiscono pressioni da parte dei genitori o dell’ambiente scolastico e preferiscono omettere o moderare determinati argomenti.
Il seminario conclude il progetto e offre una panoramica dei suoi principali risultati, nonché suggerimenti per la pratica, in particolare per la formazione e il lavoro degli insegnanti nel campo della storia e dell'educazione civica.
Il seminario sarà in lingua slovacca.
I risultati di un sondaggio rappresentativo in sei paesi (Slovacchia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Austria, Germania) indicano che le idee distorte sull'Olocausto sono relativamente diffuse nella regione. Molti, ad esempio, credono che il proprio paese abbia sofferto più degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, e allo stesso tempo sovrastimano enormemente la quantità di aiuti forniti agli ebrei dalla maggioranza della popolazione.
Si scopre che queste distorsioni sono strettamente legate ai cosiddetti atteggiamenti populisti, cioè alla convinzione che "il popolo" sia in conflitto con le élite e che la storia debba innanzitutto servire gli interessi nazionali. Quasi la metà degli intervistati ritiene che l'interpretazione della storia dovrebbe sostenere gli interessi attuali del paese, e alcuni di loro concordano addirittura sul fatto che alcuni fatti storici dovrebbero essere nascosti per non danneggiare l'immagine della nazione.
Anche le interviste con insegnanti in Polonia, Ungheria e Slovacchia hanno costituito una parte importante del progetto. Hanno dimostrato che il modo in cui viene insegnato l’Olocausto è largamente influenzato dall’attuale clima sociale e politico. A volte gli insegnanti subiscono pressioni da parte dei genitori o dell’ambiente scolastico e preferiscono omettere o moderare determinati argomenti.
Il seminario conclude il progetto e offre una panoramica dei suoi principali risultati, nonché suggerimenti per la pratica, in particolare per la formazione e il lavoro degli insegnanti nel campo della storia e dell'educazione civica.
Il seminario sarà in lingua slovacca.