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Under The Weather - Tereza Kalousová, Šimon Chlouba
Sotto il tempo - Tereza Kalousová, Simon Chlouba
Evento di: FaVU VUT
Posizione: Distillery, Pekařská 436/78, Brno-střed
Conferenze e dibattiti, Mostre
Informazioni sull'evento
Under the Weather
Tereza Kalousová, Simon Chlouba
curatore: Pavel Kubesa
15. 10. - 26. 11. 2025 improduttivo). Gli autori usano questo termine come paragone allo stato umano al limite dell'esaurimento, quando il corpo si ritrova in un'inattività paralizzata. Questa condizione non è però intesa come un fallimento, ma come un nuovo interspazio epistemico: non produce risultati né dà speranza, ma apre la possibilità ad altre forme di attenzione e di sensibilità che diventano strumento critico per la diagnosi della realtà. C'è una finestra ristretta fuori dalla logica della performance e dai ritmi tecnologici in cui si delineano i confini tra ciò che è vivo e ciò che è morto.
Il lavoro di entrambi gli artisti si interseca quando il tempo circostante diventa statico. L'aria si addensa e la fatica si trasforma nel punto di partenza della percezione del mondo e dei suoi sistemi. Il peso della ripetizione quotidiana agisce come ipnosi: gli occhi si chiudono lentamente. Il ventilatore a soffitto rotante sembrava ridurre il tempo di attesa. La dualità tra futuro e passato sta gradualmente scomparendo, la visione è già archiviata.
Non eseguire alcuna azione produttiva (in attesa, bloccato, inattivo). Gli artisti fanno proprio questo concetto tecnico come metafora di una condizione umana sulla soglia dell'esaurimento, quando il corpo scivola e uno stato di immobilità paralizzata. Questo stato non è visto come un fallimento, ma come una nuova epistemica intermedia: l’IT non produce né risultati né speranza, ma apre la possibilità per un’altra modalità di attenzione e forma di sensibilità che diventa uno strumento critico per leggere la realtà.
L'opera rivela una finestra stretta oltre la logica della performance e i ritmi della tecnologia, dove emerge il confine tra ciò che è vivo e ciò che è morto. Le opere di entrambi gli artisti convergono nel momento in cui il tempo circostante diventa statico. L'aria si addensa e la fatica si trasforma nel terreno stesso per percepire il mondo e i suoi sistemi. La ripetizione quotidiana presuppone la forza dell'ipnosi: gli occhi diventano pesanti, si chiudono. E il ventilatore da soffitto rotante sembra scolpire il tempo sospeso. La dualità tra futuro e passato si dissolve silenziosamente e sorgono visioni GIÀ archiviate.
Tereza Kalousová, Simon Chlouba
curatore: Pavel Kubesa
15. 10. - 26. 11. 2025 improduttivo). Gli autori usano questo termine come paragone allo stato umano al limite dell'esaurimento, quando il corpo si ritrova in un'inattività paralizzata. Questa condizione non è però intesa come un fallimento, ma come un nuovo interspazio epistemico: non produce risultati né dà speranza, ma apre la possibilità ad altre forme di attenzione e di sensibilità che diventano strumento critico per la diagnosi della realtà. C'è una finestra ristretta fuori dalla logica della performance e dai ritmi tecnologici in cui si delineano i confini tra ciò che è vivo e ciò che è morto.
Il lavoro di entrambi gli artisti si interseca quando il tempo circostante diventa statico. L'aria si addensa e la fatica si trasforma nel punto di partenza della percezione del mondo e dei suoi sistemi. Il peso della ripetizione quotidiana agisce come ipnosi: gli occhi si chiudono lentamente. Il ventilatore a soffitto rotante sembrava ridurre il tempo di attesa. La dualità tra futuro e passato sta gradualmente scomparendo, la visione è già archiviata.
Non eseguire alcuna azione produttiva (in attesa, bloccato, inattivo). Gli artisti fanno proprio questo concetto tecnico come metafora di una condizione umana sulla soglia dell'esaurimento, quando il corpo scivola e uno stato di immobilità paralizzata. Questo stato non è visto come un fallimento, ma come una nuova epistemica intermedia: l’IT non produce né risultati né speranza, ma apre la possibilità per un’altra modalità di attenzione e forma di sensibilità che diventa uno strumento critico per leggere la realtà.
L'opera rivela una finestra stretta oltre la logica della performance e i ritmi della tecnologia, dove emerge il confine tra ciò che è vivo e ciò che è morto. Le opere di entrambi gli artisti convergono nel momento in cui il tempo circostante diventa statico. L'aria si addensa e la fatica si trasforma nel terreno stesso per percepire il mondo e i suoi sistemi. La ripetizione quotidiana presuppone la forza dell'ipnosi: gli occhi diventano pesanti, si chiudono. E il ventilatore da soffitto rotante sembra scolpire il tempo sospeso. La dualità tra futuro e passato si dissolve silenziosamente e sorgono visioni GIÀ archiviate.