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Opening: Velata
Evento di: Galéria Jána Koniarka v Trnave / Jan Koniarek Gallery in Trnava
Posizione: Synagogue, Halenárska 407, Trnava
Discussions and lectures, Art Exhibitions
Informazioni sull'evento
Velata
Lucia Čarnecká
Curatrice: Lucia Kotvanová
Architettura espositiva: Anna Mihoková
Canzone sonora: Lenka Novosedlíková
Operazione: 9.10. alle 18:00
Durata della mostra: 9.10. - 23.11. 2025
Lucia Čarnecká si dedica da tempo alla statua come mezzo, alle sue nuove forme e alle sovrapposizioni dalla forma materiale a quella virtuale. Priva la sua opera di materiale fisico e la rende in qualche modo incomprensibile. Il mezzo scultoreo si adatta al mondo contemporaneo, innovandone l'essenza, ma il modellato e la figuratività “classica” è ancora presente nelle sue opere. Non ha solo un simbolismo fisico nella storia dell'arte, ma rappresenta anche una metafora dell'identità, del ragionamento e della stessa mente umana. Nella sua opera più aggiornata si concentra su un fenomeno chiamato Velata. Il sudario del volto e della testa umana (femminile) è un motivo noto nelle arti visive fin dall'antichità. Nella storia dell'arte ha avuto un ruolo importante e in alcune culture è associato a diverse interpretazioni simboliche. Su questa base l'autrice gioca con il rapporto tra i concetti di nascondere e rivelare o di visibile e invisibile e riflette anche il ruolo delle donne nella società. Il velo diventa portatore di significato, rappresenta la stratificazione. Il fasciare come tale può avere molteplici ragioni e stratificazioni, è associato alla castità, alla copertura delle bruttezze, delle imperfezioni, ma può essere anche simbolo di nascondersi, ma anche di protezione, protezione di ferite o cicatrici. Può anche essere un segno di certe rivelazioni…
La possibile gestualità velata sotto il drappeggio si rivela e prende forma nell'opera dominante della mostra dove lui stesso diventa una “figura di Velata” nella performance digitale. Dà nuova importanza ad una donna anonima parzialmente leggibile, standardizzata, una delle tante a cui ti somiglia. Specifica, umanizza e rivela la sua identità, le dà il volto e prende vita. Questa installazione site-specific assume il carattere di un altare, l'impressione che celebra l'individualità di una donna sotto il drappeggio, che si moltiplica anche nel contesto della sinagoga ebraica. È stato creato secondo il principio di creazione della produzione dell'autore, dove il gesto è il portatore dominante dell'idea.
Lucia Čarnecká
Curatrice: Lucia Kotvanová
Architettura espositiva: Anna Mihoková
Canzone sonora: Lenka Novosedlíková
Operazione: 9.10. alle 18:00
Durata della mostra: 9.10. - 23.11. 2025
Lucia Čarnecká si dedica da tempo alla statua come mezzo, alle sue nuove forme e alle sovrapposizioni dalla forma materiale a quella virtuale. Priva la sua opera di materiale fisico e la rende in qualche modo incomprensibile. Il mezzo scultoreo si adatta al mondo contemporaneo, innovandone l'essenza, ma il modellato e la figuratività “classica” è ancora presente nelle sue opere. Non ha solo un simbolismo fisico nella storia dell'arte, ma rappresenta anche una metafora dell'identità, del ragionamento e della stessa mente umana. Nella sua opera più aggiornata si concentra su un fenomeno chiamato Velata. Il sudario del volto e della testa umana (femminile) è un motivo noto nelle arti visive fin dall'antichità. Nella storia dell'arte ha avuto un ruolo importante e in alcune culture è associato a diverse interpretazioni simboliche. Su questa base l'autrice gioca con il rapporto tra i concetti di nascondere e rivelare o di visibile e invisibile e riflette anche il ruolo delle donne nella società. Il velo diventa portatore di significato, rappresenta la stratificazione. Il fasciare come tale può avere molteplici ragioni e stratificazioni, è associato alla castità, alla copertura delle bruttezze, delle imperfezioni, ma può essere anche simbolo di nascondersi, ma anche di protezione, protezione di ferite o cicatrici. Può anche essere un segno di certe rivelazioni…
La possibile gestualità velata sotto il drappeggio si rivela e prende forma nell'opera dominante della mostra dove lui stesso diventa una “figura di Velata” nella performance digitale. Dà nuova importanza ad una donna anonima parzialmente leggibile, standardizzata, una delle tante a cui ti somiglia. Specifica, umanizza e rivela la sua identità, le dà il volto e prende vita. Questa installazione site-specific assume il carattere di un altare, l'impressione che celebra l'individualità di una donna sotto il drappeggio, che si moltiplica anche nel contesto della sinagoga ebraica. È stato creato secondo il principio di creazione della produzione dell'autore, dove il gesto è il portatore dominante dell'idea.